Catalogo

Reparto:
Anno di pubblicazione:
2009Editore:
HISTORICA EDIZIONII contenuti :
Zurigo vista con gli occhi eretici di una scrittrice che, quasi per caso, decide con un amico di andare a rendere omaggio alla tomba di James Joyce. Parte accompagnata da fantasmi e dalle consuete ossessioni che spera di potersi scrollare di dosso, scrollare dalle dita cariche di quella predestinazione- dannazione che è, appunto, la scrittura. Lei lo sa, e per cercare un parziale sollievo viaggia, viaggia continuamente, senza sosta, senza pace, senza respiro e si innamora di una città inusuale, considerata austera, senza vera polpa, mozziconi di vita, rincorsa e leggerezza. Una città associata a colori grigi, a giornate calme, al fiume e al lago.
Qui parte il cuore del cahier.
Zurigo narrata per brevi, fulminanti mosaici, nei quali la città si fa scenografia, causa, pretesto, protagonista, occhio spione, fondale di cartone e beffarda spettatrice, Zurigo liquida e ordinata, che testimonia e partecipa ad umanissime vicende, ad amori disperati, a nostalgie che emergono come un rigurgito da ricacciare indietro, Zurigo che allarga le braccia a personaggi impensabili, quelli che popolano il mondo parallelo in cui la protagonista- narratrice ambienta la vicenda, passando, con un montaggio ora calibrato, ora volutamente slabbrato, da un piano all’altro all’improvviso, riuscendo spesso a stupire il lettore.
C’è, in queste pagine che avvicinano chi legge alla città elvetica con uno stile impastato di prosa poetica, precisione narrativa, poesia, interpolazioni e dramma psicologico, l’ombra di un amore non ricambiato, la necessità del corpo di lasciare che il luogo si scriva da solo sui suoi anfratti più segreti, ci sono aneddoti e sorprese, insieme ai numi tutelari che non abbandonano mai la protagonista nel suo inquieto vagabondare: Joyce, appunto, Annemarie Schwarzembrach, Canetti, Chagall, Franz Hessel, Giacometti.
Un taccuino che potrebbe somigliare a un’antica lettera d’amore, un carnet di viaggio interiore, un lungo percorso di passioni, occasioni perdute, dolori narrati, sussurrati, dipinti, urlati. Oltre a rappresentazioni atipiche della città svizzera è presente una costante evocazione della passione per la scrittura e per quelle altre segretissime piccole e grandi cose che solo ad una città amata si possono svelare.
Zurigo, il Limmat, la grande e maestosa stazione- rifugio, il Cabaret Voltaire, i cigni, le vetrate invase dal sole, un caleidoscopio di luoghi feticcio presenti fra le pagine, gli spazi, le righe. Testo spurio, fra romanzo e memoir visionario, corredato da un’appendice fotografica di immagini scattate dall’autrice durante i suoi frequentissimi, agitati, necessari andirivieni.